Chi-ara? La surrealista kitsch, naif e autoreferenziale

giovedì, 29 ottobre 2009

Le speranze sono carta da culo, questo lo abbiamo sempre saputo, ma pensavamo fosse una metafora, n'est pas?  La società si puliva metaforicamente il culo con le nostre speranze e a noi stava bene, insomma stavamo al gioco,  ce lo aspettavamo dalla società, è proprio il genere di cose che fa quella zuzzerellona, è nel suo stile e via discorrendo. Ma non vi sembra eccessivo, se pure estremamente tragicomico porca l'orca, trasformare una metafora in realtà? Almeno gli assorbenti hanno le ali, potrei cavalcarne uno e volare via. Che tristezza.

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categoria:speranze, stage, culo, società, precariato, visage, carta igienica, carta da culo, la volpe e il culo, postcariato, ostage
sabato, 22 agosto 2009
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sabato, 15 agosto 2009

Cado a pezzi come le mie statuine di pongo

quando non ho nulla da inventare

la mia attenzione cigola

il mio cervello pigola

Aspetto il coraggio che non avrò mai

oppure una nuova malattia

che mi faccia vomitare

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martedì, 07 luglio 2009
So leggere il labiale
anche quando sei di spalle
le tue orecchie sussultano
quando dici il mio nome
Ingoio le tue manovre
mi frantumo i denti e le gengive
aggiungo strati su strati
alla mia sgraziata placidità
Forse è tutto sogno
la mia mente che degenera
generando figli amorfi
per il gusto di ferirmi
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categoria:abominevole donna delle fogne
mercoledì, 03 giugno 2009

 

Mettetemi in riga

con tutti gli altri perdenti

torcetemi le braccia

datemi una raddrizzata

Compilate liste

di errori

di regole

di pericoli

di impegni

di principi

che  dimenticherò

e punitemi per averlo fatto

Perdo sempre tutto

perdo sempre tutti

perciò sedate il mostro

portatelo fuori

corrompetelo con buoni acquisto

e promettetegli l'integrazione

nel mondo dei belli

nel mondo dei sani

nel mondo dei vivi

nel mondo dei morti

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categoria:allegria amici ascoltatori
lunedì, 23 marzo 2009

Combatti patetiche guerre

contro falsi obiettivi

per non ammettere

che odi te stessa

tutto quello che sei

che sei stata

che sarai

tutto quello che hai lasciato accadere

tutto quello che hai subito

Non posso morire per te

sono troppo lenta per i tuoi sicari

sono già morta delle tue stesse morti

sono un fantasma che non sa dimenticare

ma solo ridere

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giovedì, 26 febbraio 2009

Grazie mille dell'autoricarica caro/a, però potresti cortesemente dire qualcosa, almeno sospira cazzo! Alita, digrigna i denti o meglio ancora insultami. Secondo il metodo sperimentale da me utilizzato nel portare avanti le indagini per scoprire la tua identità dovresti essere una delle persone alle quali ho dato fastidio la notte del mio addio al paesello natìo, ma potrei anche sbagliare. In ogni caso non ho tempo per te, taglia corto che devo stare fuori casa tutto il giorno e mi consumi la batteria. Spero ti venga una paresi permanente. Buonanotte.

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categoria:stalker
mercoledì, 25 febbraio 2009
La vostra scala di valori è l'opposto della mia
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categoria:scala di valori
sabato, 24 gennaio 2009

Descrivi il conquilino ideale: Età indifferente, orientamento sessuale indifferente, fumatore o non fumatore, studente, lavoratore, disoccupato, rapinatore di banche, scippatore di vecchiette, mantenuto, prostituta, ordinato o meno, pulito o meno, festaiolo o pantofolaio, matricola o fuori corso, possessore di gatti cani tartarughe piccioni coccodrilli, ma tassativamente NO CROCIFISSI NO RINGRAZIAMO IL SIGNORE NO COMUNIONE E LIBERAZIONE NO MARIA DE FILIPPI DURANTE I PASTI NO TIENIMI I PIEDI CHE FACCIO GLI ADDOMINALI

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martedì, 20 gennaio 2009

Se qualcuno mi dice un'altra volta di avere pazienza lo sgozzo.

Se qualcuno mi dice di nuovo scusa ma siamo in ritardo gli mangio il cuore.

Se vi viene in mente di posticipare una qualsiasi cosa che mi riguardi avete le ore contate.

E non parliamo di quelli che non rispondono proprio ai solleciti.

Charles Manson in confronto a me era un bravo ragazzo.

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martedì, 20 gennaio 2009

Voi

parassiti del cuore

entravate in me

senza pulirvi i piedi

senza portare fiori

o caramelle

e ve ne andavate

senza salutare

senza ringraziare

Io non sopporto più

di essere un pedone

di essere mangiata

per aiutarvi a fare scacco matto

non sopporto più

di essere ingoiata

come un antidepressivo

per le vostre fisime

Non sono una sputacchiera

nè una luce antipanico

e nel mio dimenticatoio

non dimentico mai

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categoria:persone semplici, mangiatutto, ansietta, trinciapolli, sentimentali autoreferenziali, scavando scavando, abbinamenti di tessuti
lunedì, 19 gennaio 2009

Da quanto non uso davvero le mani?

Saranno secoli

Millenni forse

Per questo le guardo e non le sento mie

Mi sembra assurdo pensare

Che si intreccino ad altre mani

Nidificando alcove sui rami più alti

Al riparo dagli sguardi ma non dal vento

Che ci cambia

e ci costringe a tradire noi stessi

Ispeziono le mie braccia e mi chiedo

Se abbiano mai stretto davvero qualcuno

O se era tutta una pantomima

Come quella foto stupenda in cui fingevi di dormire

Ci sono cose che si dimenticano

E cose che non si disimparano mai

non so più le divisioni

e le declinazioni

non so più i baci

non so più la pelle

ma non ho mai disimparato

a sorridere di me

mentre gioisco di gesti immaginari

di frasi immaginarie

di labbra

di palpebre

di schiene nervose

di serenate

di poesie

Saranno secoli

Forse millenni

Che sono qui

Con lo stesso metodo

Che non funziona mai

Ma è mio

 

 

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lunedì, 19 gennaio 2009

     L'incipit di un racconto incompiuto (come sempre)

-          Che squallore!

 

Aveva trascorso almeno un’ora a ripetersi queste due parole, sdraiata a pancia in su, le mani sul ventre per cercare di sedare il raccapriccio. Sembrava che le viscere volessero scappare via per sottrarsi a quel triste spettacolo. Adesso, seduta, fissava la collana appesa al muro, quella collana orrenda che le aveva comprato sua madre e che non riusciva a buttare via; la fissava come se nascondesse la soluzione, la risposta, il rimedio. Che cosa stupida pensare che una collana viola con frange, pon pon e placche dorate possa svelare qualcosa! Forse può indicare quanto poco mia madre conosca i miei gusti, questo si, ma non è sicuramente il rimedio a tutto questo squallore. Ma infondo nulla lo è…sarebbe altrettanto stupido aggrapparsi a qualcuno o qualcosa. Sono tutte illusioni!

Eppure molti avevano illusioni del genere e spesso l’avevano scambiata per un appiglio, forse per il suo aspetto materno, tondeggiante, o per la sua rara capacità di mantenere la calma nei momenti peggiori.

Fortuna che non credo più agli occhi, alle bocche, alle mani. Le parole più dolci non significano più nulla per me, non le trovo affidabili; e non parliamo poi degli abbracci disperati, dei baci appassionati, dei chiari di luna, degli sguardi acquosi da cucciolo ferito. E’ una fortuna che io abbia smesso di crederci. E’ più facile che io decida di indossare quella collana piuttosto che una di queste cose riesca ad ingannarmi un’altra volta.

Era ancora in pigiama ed era quasi notte un’altra volta. Non aveva bisogno di vestirsi e uscire per sapere cosa sarebbe successo, queste cose hanno un finale prestabilito, standard. L’esattezza matematica delle sue previsioni stava all’origine della sua nausea: le relazioni hanno sempre degli incipit brillanti, originali, intriganti, ma finiscono sempre nello stesso identico modo.

Se almeno una volta qualcuno riuscisse a sorprendermi non mi sentirei così. Dicono che i sogni siano dannosi, che creino dentro di noi delle aspirazioni impossibili da realizzare, che i risveglio sia doloroso e lacerante. Ma non è più lacerante stare qui con gli occhi spalancati su questa meschinità, senza speranza?

Rimpiangeva l’autunno. A settembre aveva scritto decine di poesie su piccole inezie: un uomo incontrato per caso, un sorriso, il caffè che avevano bevuto insieme. Ad Ottobre lo aveva invitato a cena insieme ad altri amici. Lei per qualche strana ragione pensava che fosse vegetariano. La sensazione di gioia e paura che provava mentre cucinava per lui le riaffiorava alla mente. Ancora poesie che la svegliavano la notte e poi le canzoni. Provava una gioia strana nell’amarlo senza che lui lo sapesse, nell’amare un’immagine di lui che forse neanche corrispondeva del tutto alla realtà. Immaginava che la stringesse nel buio e poteva sentire la sensazione precisa che avrebbe provato se fosse stato reale. Non aveva bisogno di altro. Ascoltava le sue canzoni e lo vedeva cantare per lei seduto sul letto, poi cantavano insieme in un duetto immaginario ma per lei più reale della realtà stessa. Era stato un errore farsi avanti e scoprire quello che in fondo già sapeva, cioè che lui non era la stessa persona delle sue fantasie; non che fosse meschino o cattivo, semplicemente non la amava, a differenza del suo doppio onirico, che invece non viveva che per lei. Era stato un errore interrompere quel sogno che le procurava gioia e riprendere a camminare con i piedi per terra.

Per fortuna io credo solo alle persone immaginarie e non a quelle reali. Sarei già finita al manicomio altrimenti.

 

- Che squallore

 

Si guardò le mani. Non erano mai state belle, non le aveva mai curate e, anzi, le mortificava rosicchiandosi furiosamente le unghie; eppure avevano qualcosa di magico a guardarle. Erano mani affettuose, paffute, pallide. Le sue mani le assomigliavano. Decise che quelle mani non avrebbero più mentito a loro stesse, che non si sarebbero mai più abbassate a quel livello, che avrebbero atteso con pazienza di essere di nuovo mani.  

 

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categoria:incipit, mani, bigiotteria, squallore, chincaglieria
sabato, 17 gennaio 2009

Quando ero triste ero una grande artista

 

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venerdì, 16 gennaio 2009

Oggi ho quasi dato fuoco al divano, ho insultato uno sconosciuto  via sms solo perché diceva di non conoscermi ( e poi mi sono resa conto di aver invertito le ultime due cifre), mi sono lavata, vestita e truccata senza dover andare da nessuna parte, mi sono rimessa il pigiama e mi sono strofinata gli occhi, ho creato ottocento profili che non aggiornerò mai, ho scritto cinque righe del romanzo che non finirò mai, ho mangiato broccoli, mi sono pesata, ho detto ti amo, ho pensato intensamente a quanto sarebbe bello essere un pittbull per tre quarti d'ora e addentarvi tutti quanti alla giugulare, ho desiderato intensamente un panino, ho pensato a un'intervista doppia tra me e courtney love intervistate da howard sterne, ho constatato l'esistenza di metallare che si fanno foto mentre leccano spade, ho ripensato al male fatto e ricevuto, ho meditato sulla possibilità di riprodurmi, ho ringraziato la fortuna per tutte le persone che sono sgattaiolate via dalla mia vita più o meno dolorosamente, ho fatto coriandoli delle mie vecchie lettere mai spedite, ho ripensato a quando la notte abbracciavo cuscini o guardavo fuori dalla finestra senza trovare pace, a quando concedevo l'onore di un ballo alla peggior feccia dell'umanità, a quanto mi facciano schifo i buonisti, a quanto siano belli gli elenchi.

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categoria:elenchi
mercoledì, 14 gennaio 2009

Se volete il cd scrivetemi un messaggio privato su splinder, myspace.com/camerettawhispers o una mail all'indirizzo camerettawhisper@yahoo.com

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venerdì, 02 gennaio 2009

Ho digerito il Natale

il suo cibo

le sue facce

e non è stato difficile

come le altre volte

Condividere con te

la mia indolenza

sapere che ci sei

anche quando non ci sei

è come avere in testa una musica dolce

che ti fa sorridere mentre annaspi

nella noia di un giorno di festa

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giovedì, 25 dicembre 2008

Neanche gli stupidi sono felici, e questo mi rende molto triste. Credevo che avrei potuto risolvere i miei problemi con una bella lobotomia, farmi piacere la gente, le feste comandate, i locali alla moda, le scarpe da signorina, le palestre, zelig, i film di natale, striscia la notizia, x factor e via discorrendo; ma da un attento esame sociologico mi accorgo ogni giorno di più di come la solitudine e l'infelicità dilaghino ovunque. A volte ci si sente depressi e inadeguati per i motivi più futili, tipo la penuria di borsette e accessori all'ultima moda, la comparsa di un cane ancora più minuscolo e tascabile del tuo chiwawa che in confronto sembra un sanbernardo, la mancanza cronica di un fidanzato da sbandierare, i capelli crespi e indomabili mentre tutte le tue amiche sfoggiano capigliature lisce e lucide, due chili accumulati durante le feste, un capezzolo diverso dall'altro e altre amenità; altre volte, invece, è un malessere più profondo, quello di chi lotta disperatamente per essere uguale a tutti gli altri, di far parte di qualcosa, di venire approvato, accettato, accolto, e che non si rende neanche conto del patetico stato in cui si trova, o forse vuole negarlo per non mostrarsi debole davanti agli altri. Io invece mostro il fianco lardoso a tutti, dico di me le cose peggiori per difendermi, ma anche per sdrammatizzare, dico solo quello che voi pensate ma non direste mai, dico cose evidenti, sulle quali non potrei mai mentire. La verità è che anche io non sto bene in mezzo agli altri, essere me è scomodo e impegnativo, portare in giro me stessa è faticoso e imbarazzante per me, per tutto quello che sono stata, che ho fatto, che sono e che faccio. Mi sistemo in un angolo, gioco con i capelli, mi tormento le mani, mi siedo come una signorina ma poi mi fa male tutto e allora mi spalmo sul divano come Caccamo e osservo. Stiamo tutti male, ma il mio male ha anche il sughetto, e io ci faccio la scarpetta.

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giovedì, 11 dicembre 2008

Non mi mancheranno le strade di questa città,

non mi mancheranno i marciapiedi, l'odore, le  trame e sottotrame.

Mi mancheranno le nostre risate che riecheggiavano in ogni vicolo, in ogni pozzanghera, in ogni crepa,

più forti del frastuono monocorde, dell'inutile rumore di fondo,

delle battute insipide di questo esercito di zombie.

La nostra musica scanzonata, le tue parole e la tua voce sono il mio unico bagaglio,

il resto svanisce ed è meglio così.

Qualità, non quantità.

 

 

 

 

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lunedì, 24 novembre 2008

Caro Babbo Natale,

quest'anno ho il blocco dello scrittore quindi per la parte sulla pace nel mondo fai riferimento alla mia lettera precedente...per quanto riguarda i regali quest'anno vorrei la xbox con Guitar Hero, perché anche se ascolto britney spears e non ho mai preso uno strumento in mano Guitar Hero spacca una cifra. Siccome mi hanno presa a Uomini e Donne portami anche il rialza glutei cadey, così me li rialzo di un paio di centimetri,che con quelli di photoshop fanno quattro. Porta le tette alle mie amiche che non ce le hanno, il nome del chirurgo già lo sai che me le hai portate l'anno scorso.

Ciao babbo, al prossimo anno.

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